25 Marzo, Buon 1600° compleanno Venezia!

Alla data di oggi è attribuita la milleseicentesima ricorrenza della fondazione di Venezia.

Dall’anno 421 la già splendida Laguna, non smette di comunicare bellezza e ingegno, o meglio la bellezza dell’ingegno.

Venezia, perla socio-storico architettonica di ineguagliabile bellezza…

E’ impossibile abituarsi, dare per scontata la grandiosità di questa città, che tanto sa elevare l’animo umano. Oggi è impossibile non commuoversi al pensiero di quel 421, dunque…i più sentiti auguri!

Uomini impoveriti dal fisiologico decadimento di Roma, ma fortissimi nell’ingegno e nella determinazione, hanno trasformato con costanza degli acquitrini melmosi nella città più bella e moderna al mondo.

La coesione sociale, il rispetto delle gerarchie e degli incarichi, di molto più evoluti dei nostri, hanno permesso l’organizzazione di una realtà formidabie. Un monumento che per passare dal legno a case più strutturate usò anche materiali di recupero, le ceneri di Altino, ormai in decadenza e in preda ai barbari. Per riutilizzarne a Venezia i suoi mattoncini impeccabili, le “Altinelle”, tuttora in perfette condizioni ( un mattone moderno a Venezia dura circa 8- 15 anni prima di subire la sua fase distruttiva), piccole barche piatte scendevano cariche, lasciandosi Mazzorbo, Torcello alle spalle, procedendo tra le barene. Smontare e rimontare un edificio, portandolo a bordo di una barchetta a remi, per ore di navigazione…Questo sforzo va ricordato e ringraziato con ammirazione.

E che dire delle leggi della Repubblica, della loro fermezza e lungimiranza, anche di fronte al Papato – potendosi fregiare di 80 sereni anni di scomunica, senza bisogno di pietire una Canossa.

La rete viaria, le ville, le idrovie…Uno Stato luminoso e ponderato, dove davvero la bellezza sembra esser sempre stata fonte di ispirazione e meta da raggiungere. Dov’è la brutta periferia in cui relegare i poveri a Venezia? Dov’è lo squallore dei posti dimenticati? Tutto sembra essere conteggiato e incluso…

La Venezia che concede le sue esigue porzioni agli Ebrei, ai Turchi, ai Tedeschi…in un epoca in cui il resto del mondo si spendeva a dipingere queste persone come mostri da temere e mettere al rogo. Quanta meraviglia compie gli anni oggi! E se il termine Ghetto nasce dal veneziano “getto”, fa un po’sorridere pensare che il problema verso la popolazione ebraica era quello di contenerne l’entusiastica prolificità e non certo la “diabolicità”, o altre idiozie medievali: c’era solo poco spazio!

“Sciao suo siora!” – schiavo suo, signora – “Ciao!”, la parola italiana più usata al mondo, coniata per salutare e stringere amicizia, nasce a Venezia. Storicamente è bello sentire nelle province bresciane, segno che per ultime vollero lasciare Venezia sotto il giogo barbaro di Napoleone, usare ancora quell’antico “Sc’iao”, al posto dell’abbreviato “Ciao”, per salutarsi.

Oggi Venezia si fa un regalo: usa alcuni problemi congiunturali dell’umanità per concedersi l’assenza dell’intolerabile ed ingiustificato moto ondoso. Non ci sono trenta milioni di turisti che la vengono ad invadere, depredandola e danneggiandola, con la complcità di tutte quelle persone – politici, mafiosi ed abitanti, che contribuiscono sistematicamente al suo ulteriore degrado ed abbandono.

Oggi Venezia è una splendida donna che si tuffa nel mare per i fatti suoi, lasciandosi alle spalle tutti i suoi inutili pretendenti boriosi, altisonanti politicanti e investitori senza cuore e anima.

Sì, non se ne andrà come un castello di sabbia che si dissolve, ma proprio come una magnifica ragazza che si riconsegna al mare, in cui torna ad esserne libera sirena. Ma intanto resti ancora un po’, in tutto il suo splendore!

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