Tai Studio per Venezia: raggiungere il controllo dell’umidità nel restauro

La Laguna di Venezia non è più salmastra ma salata, essendo ormai trascurabile l’apporto di acqua dolce una volta apportata dai fiumi, deviati dalla Repubblica.

Questo complica l’ammaloramento delle murature storiche, che contengono sempre maggiori quantità di sali, principalmente per risalita ed aerosol. Questi sali disciolti all’interno dei mattoni ed in continua migrazione verso gli estradossi, cristallizzano, esfoliando e distruggendo continuamente i mattoni.

Questo tipo di degrado non ha mai trovato soluzione, lasciando al restauro soluzioni palliative e – a volte – consolidando consuetudini errate.

Tra queste le intercapedini aerate, le soluzioni faccia-vista e gli intonaci macro traspiranti. 

Lo Studio si occupa invece dal 2001, in collaborazione con i laboratori di ricerca di Delta Phoenix, del restauro conservativo utilizzando l’applicazione di un intonaco micro-traspirante, nano-strutturato e totalmente inorganico.

Come mai micro-traspirante? L’idea è quella semplice di trovare un equilibrio tra l’umidità richiamata in quota dai delta termici e quella fornita continuamente dalle fondazioni immerse in ambiente fangoso.

Il marmorino, trattato poi ad olio come era ai tempi della Repubblica, era forse macroporoso o macrotraspirante? No di certo.

Venezia è la città italiana che custodisce il maggior numero di architetture moderne di pregio, e proprio per il carattere innovativo che ha sempre contraddistinto l’architettura di Venezia, perchè non evolvere le qualità fisiche e meccaniche dei marmorini antichi in un nuovo composito in grado di controllare l’umidità e mantenere i sali in soluzione? 

Lo Studio ha seguito l’applicazione ed il monitoraggio di questo nuovo materiale che guarda al passato, constatando, dopo 17 anni di applicazioni in ambienti dalle criticità elevatissime, che i restauri eseguiti non hanno subito alcuna forma di degrado, e che le murature antiche (monitorate anche con carotaggi), si conservano ottimamente.  

Ecco il test che finalmente conferma l’ipotesi: l’equilibrio ionico dei sali in soluzione nella muratura rallenta la formazione di esfoliazioni e ferma l’aumento dell’umidità. Questo campione di muro ha ricevuto due intonacature differenti, una macroporosa (a sinistra) e l’altra microporosa nano-strutturata a destra. Il sistema è immerso alla base in una soluzione salina densissima, irreale a Venezia, paragonabile forse a quella del Mar Morto.

E’ evidente quanto a sinistra vi sia un livello maggiore di umidità, con deterioramento del mattone e distacco dell’intonaco. A destra invece, in presenza del trattamento messo a punto in questi anni, ecco la linea di umidità rimanere più bassa (rilevamento tramite igrometri), mentre i mattoni si mantengono meglio conservati.

La teoria degli interventi macro-traspiranti a soluzione del problema rappresentato dall’umidità di risalita si infrange contro questo muro, senza trovare spazio  per pareri e opinioni: questa ricerca avanzatissima, utilizzando tecnologie innovative, da’ ragione ancora una volta agli antichi.

Le murature dove si è intervenuti ad intonacare, presentavano spesso un’autentica intonacatura…di sali! Questo intervento, nei 15 anni successivi, dopo l’intonacatura non ha mai presentato efflorescenze, nè tantomeno ha causato un innalzamento del livello di umidità ai livelli superiori.

Applicazione di intonaco nano-strutturato in un magazzino al piano terreno, spesso invaso da Acqua Alta. L’immagine precedente a questa illustra lo stato del muro precedentemente al restauro.
La ricerca nell’ambito del restauro conservativo a Venezia di questo Studio si avvale dei risultati e della consulenza della ricerca scientifica di Delta Phoenix e dell’Università di Ingegneria di Brescia ed utilizza 
metodi empirici inconfutabili per verificare la bontà del restauro (immagine successiva)

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